Il tutto dopo la suggestiva sfilata che si snoda per le vie della città, animata da più di tremila figuranti in autentici abiti d'epoca, trattori, arnesi del mestiere, che rappresentano i valori e le tradizioni di questa magnifica terra.
La sfilata è l'appuntamento fisso per coloro che ogni anno vogliono assaporare il gusto delle cose semplici di un tempo, dei personaggi della campagna che mantengono vive nella storia quelle consuetudini che affondano le radici in queste colline
Anteprima del Festival delle Sagre: in Piazza Campo del Palio le pro-loco servono le loro specialità gastronomiche.
Da Piazza Marconi partenza della sfilata. Tremila personaggi sui carri trainati da trattori, buoi e cavalli, rappresentano le scene più significative della vita e dell’antica civiltà contadina. La sfilata si snoda lungo le vie del centro cittadino.
Il percorso della sfilata: Via Cavour, Piazza Statuto, Piazza San Secondo, Via Gobetti, Corso Alfieri, Piazza Alfieri, Corso Alfieri, Piazza I° Maggio, Via Calosso, Viale alla Vittoria, Via F.lli Rosselli, Corso G. Ferraris, Corso Einaudi.
Nel “villaggio gastronomico” di Piazza Campo del Palio distribuzione al pubblico dell’imponente menu di cucina tipica realizzato da 46 pro-loco.
Presso il “villaggio gastronomico” di Piazza Campo del Palio sarà riservata ai diversamente abili una postazione curata dai volontari dell’AISLA.
Nel pomeriggio ed in serata: momenti di intrattenimento a cura dei gruppi musicali “Le Voci del Piemonte”, “Ji Arliquato” e del Gruppo Artistico “Il Dusio d’Oro”.
* * * *
Acciughe con bagnetto – Castagnole Monferrato
Belecauda (farinata di ceci) – Nizza Monferrato
Carne cruda all’Astigiana – Sessant
Friciula, frittella salata con lardo – Mombercelli
Friciulin (frittini) di riso – Variglie
Frittelle salate alla campagnola – Cessole
Gran bagna cauda con peperoni e verdure di stagione – Motta di Costigliole
Involtino di peperone (con ripieno di tonno, burro, acciughe e capperi) – Motta di Costigliole
Lardo macinato, insaporito e spalmato sul pane – San Marzanotto
Lingua in salsa verde – Palucco
Pan marià (pane raffermo, passato nell’uovo e fritto) – Variglie
Pane arrostito con pomodoro, vino e uva – Grazzano Badoglio
Robiola di Roccaverano con pane cotto nel forno a legna e mostarda di uva Moscato – Monastero Bormida
Rustica ai formaggi – Rocchetta Tanaro
Salamini d’asino – Calliano
Salamini di cinghiale – Valenzani
Soma d’aj con vino ed uva – Grazzano Badoglio
Tinche in carpione – Cellarengo
Tonno di coniglio – Serravalle
Vitello tonnato – Villanova

Agnolotti d’asino – Calliano
Agnolotti al sugo di carne – S.Caterina di Rocca d’Arazzo
Agnolotti alla moda di Viarigi conditi con sugo di arrosto – Viarigi
Gnocchi alla cunichese – Cunico
Lasagnette della vigilia agli antichi sapori di olio, aglio ed acciughe – Castello di Annone
Penne all’amatriciana – - Valmontone * proloco ospite
Polenta arrostita sulla brace con salsiccia e peperonata – San Marzanotto
Polenta con bocconcini di cinghiale – Valenzani
Polenta concia alla toma delle Valli di Lanzo – Mezzenile * proloco ospite
Polenta fritta con gorgonzola – Casabianca
Puccia di Monastero (soffice polenta sciolta nel minestrone di fagioli condita con burro e formaggio) – Monastero Bormida
Risotto ai funghi – Azzano
Risotto al barbera d’Asti – Mongardino
Ravioli con il “plin” - Costigliole
Risotto con tartufo – Montechiaro
Tagliatelle all’uovo con tartufo – Cortazzone
Tagliatelle ai funghi porcini – Villafranca
Tagliatelle al sugo di cinghiale – Quarto d’Asti
Taglierini di mais 8 file al sugo di coniglio - Antignano
Taglierini fatti in casa conditi con sugo di carne – Boglietto di Costigliole

Alborelle fritte – Rocchetta Tanaro
Baciuà (soffice zampino di maiale lessato, posto sotto aceto aromatizzato e quindi impanato e fritto in padella) con bagnetto – Isola d’Asti
Fagioli buoni di Refrancore con cotica e zampino – Refrancore
Frittura di lumache – Isola d’Asti
Gran fritto misto alla moda di Montegrosso – Montegrosso
Gran fritto misto di Callianetto – Callianetto
Gran fritto misto di Portacomaro – Portacomaro
Rolata di coniglio con funghi e polenta – Montiglio Monferrato
Salsiccia alla Barbera d’Asti – San Damiano
Sontuoso bollito misto di Moncalvo – Moncalvo
Stufato di vitellone piemontese alla Barbera d’Asti con polenta – Revigliasco
Trippa calda con cipolle (biséca) – Cellarengo

Antico bodino di casa Savoia – S.Caterina di Rocca d’Arazzo
Antico mun (mattone dolce) – Mongardino
Bicchierino di cioccolato fondente – Mezzenile * proloco ospite
Bunet della nonna – Revignano
Bunet di Costigliole – Costigliole
Bunet al cioccolato – Villafranca
Canestrelli – San Damiano
Ciambelline al vino – Valmontone * proloco ospite
Crema dolce di Montechiaro – Montechiaro
Croccanti di nocciole – Castellero
Crostata di mais con confettura di ciliegie – Antignano
Finocchini a zabaglione e finocchini e moscato d’asti – Refrancore
Focaccia di mele – Cortazzone
Fricio (frittelle dolci del contadino) – Palucco
Frittelle di mele – Chiusano
Fundent (fondenti di nocciole) – Castellero
Il dolce dell’Abbazia – Azzano
Nocciole “tonda gentile di Langa” zuccherate – Cessole
Panna cotta – Moncalvo
Pesche al Moscato d’Asti d.o.c.g. – Boglietto di Costigliole
Pesche al Ruchè – Castagnole Monferrato
Pesche ripiene al cioccolato – Villanova
Rotolo al cacao con nocciole – Quarto d’Asti
Salame dolce di Casabianca – Casabianca
Torta dell’abbondanza (al cioccolato fondente) – Castello di Annone
Torta di castagne – Portacomaro
Torta di mele – Corsione
Torta di nocciole e Malvasia – Montiglio Monferrato
Torta di pere e cioccolato – Chiusano
Torta di ricotta – Sessant
Torta di zucca – Serravalle
Tortino ‘d Gianduja – Callianetto
Zabaglione al moscato d’Asti – Revignano
Le pro-loco che partecipano al Festival delle Sagre allestiscono, sulla sconfinata Piazza Campo del Palio, una casetta per la preparazione e la distribuzione del proprio piatto caratteristico.

Parlare di stand è quanto mai improprio dal momento che si tratta di vere e proprie casette in miniatura, piccole cascine-ristorante costruite le une vicino alle altre, intervallate da tavoli, panche e dehors, per dare vita alla più grande trattoria all’aperto che si conosca. In mattoni o in legno, sono erette con perizia ed abilità e con scrupolosa considerazione delle sfumature in modo da riprodurre fedelmente antiche abitazioni, osterie, locande, rustici con tanto di fienile, botteghe, forni: tutte con con la copertura in autentici coppi, con vere grondaie, finestre e ringhiere.

In questo villaggio delle meraviglie che, per incanto, nasce, vive e svanisce nel breve volgere di poche ore, nulla è lasciato al caso ed all’improvvisazione ma, al contrario, tutto è improntato alla più grande serietà e determinazione per la predisposizione di impianti che rispondano ad esigenze di confort per il pubblico, di efficienza e di funzionalità, ma che si inseriscano altresì nel discorso di celebrazione per la predisposizione di impianti che rispondano ad esigenze di confort per il pubblico, di efficienza e funzionalità, ma che si inseriscano altresì nel discorso di celebrazioe del mondo contadino che si porta avanti con il Festival delle Sagre, nel pieno rispetto di quei canoni di veridicità che ne costituiscono il fondamento. Acquista pertanto speciale rilevanza la proprietà dell’arredamento e dell’ambientazione con soluzioni tanto felici e precise che alcune delle strutture appaiono come locali emblematici in cui il tempo si è fermato, tanto credibili appaiono le soluzioni adottate per gli interni. Si va dal pavimento in cotto d’epoca al portone a pannelli intagliati, dai centrini e dai paralumi fatti a mano alle tendine ricamate, dai grandi ritratti ovali dei nonni appesi alle pareti, alle angoliere pregiate ed alle madie dell’ottocento – appetibili da ogni collezionista – dalle sedie e dai tavoli lucidi e profumati della sala ai banconi d’osteria, dalla credenza austera al buffet con le antine dai vetri colorati. E poi, un po’ ovunque, fanno bella mostra di sè attrezzi agricoli del passato ormai rari come gioghi, tridenti, rastrelli, zappe e roncole, setacci, paioli e pentole, botti, tini, bigonce e torchi, arcolai, fusi e rocche, bordature e finimenti per cavalli ed, ancora, innumerevoli addobbi naturali come tralci di vite e grappoli d’uva, trecce d’aglio, collane di cotechini, enormi zucche, ceste di peperoni, rigogliosi vasi di fiori e pannocchie di granoturco.

Tutto intorno a far corona e festa, in un mescolarsi continuo di canti e suoni, ci sono piccole orchestrine, una ruota panoramica, il baraccone dei pesciolini rossi, un vecchio tiro a segno: l’atmosfera è gioiosa all’insegna della spontaneità e del sano divertimento. Si va avanti fino a tardi, fino a quando non si è consumata l’ultima porzione disponibile e non si è bevuto l’ultimo bicchiere di quel mare di vino generoso che, gratuitamente offerto a tutti, ha rallegrato l’intera giornata.
Frustatori di Rocchetta Tanaro accompagnati dal gruppo “I Controcorrente”.
Banda Musicale di Montegrosso
MONTEGROSSO: l’Arciconfraternita dei “batì” (la festa della carità)
REVIGLIASCO: le ciliegie: la fioritura, la raccolta, il mercato
S. CATERINA DI ROCCA D’ARAZZO: donne e libertà
CORSIONE: al forno come una volta
MONTIGLIO MONFERRATO: l’acqua elemento essenziale di vita e di lavoro nel Monferrato agli inizi del ‘900
NIZZA MONFERRATO: Nizza Monferrato: terra di botti e di vino
SESSANT: quando la campanella dell’asilo suonava a Sessant
ROCCHETTA TANARO: Rocchetta: il suo fiume, la sua storia
Banda Musicale di Castello di Annone
CASTELLO DI ANNONE: la mostra campionaria del 1913 a Castello di Annone
COSTIGLIOLE: per grazia ricevuta
MONGARDINO: ‘l martinèt (il maglio) d’ Mungardìn e l’antica fabbricazione degli attrezzi agricoli
VIARIGI: la filossera
MONTECHIARO: intervento dei pompieri contadini
VARIGLIE: la pesca limonina: coltivazione, raccolta e conservazione
CALLIANETTO: il ciclo della canapa
QUARTO: la corsa degli asini
SAN DAMIANO: la festa ‘d San Roc
PORTACOMARO: Portacomaro e la musica
GRAZZANO BADOGLIO: la festa per l’arrivo in paese del nuovo parroco all’inizio del ‘900
ISOLA D’ASTI: intrattenimenti di un tempo nei cortili e lungo il Tanaro
MOTTA DI COSTIGLIOLE: il peperone quadrato d’Asti: dalla terra alla tavola
REFRANCORE: il ciclo del fagiolo
Banda Musicale di Costigliole
CASTELLERO: raccolta e lavorazione della nocciola
CASTAGNOLE MONFERRATO: ………….un tempo a Castagnole Monferrato c’era…….
BOGLIETTO DI COSTIGLIOLE: la distilleria: dal grappolo alla grappa
CASABIANCA: ‘l carbùn d’na vìra (taglio e commercio della legna)
PALUCCO: l’aratro nel tempo
CHIUSANO: la pèssera: quando nasce un bambino a Chiusano
CUNICO: la vinificazione
VILLAFRANCA: Torino-Asti-Torino: rievocazione della prima corsa automobilistica italiana.
SERRAVALLE : la zucca nella vita: tradizione e cultura contadina
SAN MARZANOTTO: i due San Marziano: quello della Chiesa e quello della pentola
VILLANOVA: il latte: alimento primario della vita contadina
AZZANO: quando ad emigrare eravamo noi…. sogni, speranze, disperazione verso “la Merica”
ANTIGNANO: l’esodo dalla campagna verso la fabbrica negli anni ’50
CALLIANO: il matrimonio di un tempo
CORTAZZONE: l’ultimo viaggio
Banda Musicale di Villafranca
VALENZANI: la festa di Sant’Antonio cobn carità e caritìn
CESSOLE: la castagna: raccolta, essiccatura e battitura
MONCALVO: la nascita dell’industria tessile a Moncalvo
REVIGNANO: andùma a viè (la veglia nella stalla)
MOMBERCELLI: quando il cinema, la radio, la televisione sono arrivati nelle nostre campagne
CELLARENGO: il ciclo del legno: taglio, contrattazione e lavorazione
MONASTERO BORMIDA: Quando non c’era la mutua
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